1978: Carlo De Benedetti entrò in Olivetti come azionista di riferimento e ne diventò subito presidente. L’azienda al momento dell’entrata di De Benedetti possedeva una struttura poderosa e un nome rinomato, tuttavia era molto indebitata e con un futuro incerto.
De Benedetti riuscì a porre le basi per un nuovo periodo di sviluppo, fondato sulla produzione di personal computer e sull’ampliamento ulteriore dei prodotti, che vide aggiungersi stampanti, telefax, fotocopiatrici e registratori di cassa. 1979: venne fondato a Cupertino, negli Stati Uniti d’America, l’Olivetti Advanced Technology Center (ATC), posizionato al numero 4 di Mariani Avenue, due isolati dalla sede della Apple, dove la divisione ricerche avanzate, sotto la direzione del fisico Umberto Pellegrini, progetta i chip LSI, usati dalla prima macchina per scrivere elettronica al mondo, la Olivetti ET 101 (in realtà progettata a Ivrea), il primo personal computer europeo Olivetti M20, e, in seguito, l’M24, il computer che ha avuto un enorme successo in seguito alla partnership con AT&T, che lo propose con un contenitore ambrato e il nome AT&T 6300.
1980-83: A partire dall’inizio degli anni ottanta l’Olivetti ritornò all’altezza della sua fama raggiungendo nuovamente il successo internazionale con diversi, validi prodotti. Fra questi vanno menzionati l’Olivetti M10 (1983), uno dei primi veri computer portatili, con alcuni programmi integrati e la capacità di collegarsi a computer remoti; l’Olivetti M20 (1983). Olivetti dovette adeguarsi mettendo in produzione, come fecero altre aziende, un computer clone del PC IBM, l’Olivetti M24 (1983) che, grazie agli accordi con l’americana AT&T, ebbe un successo di vendite notevolissimo. 1984: In questo anno la Olivetti inglobò l’inglese Acorn Computers, posizionandosi ancora meglio nel mercato internazionale.
1988-89: Grazie agli accordi con gli americani della AT&T l’Olivetti arrivò a diventare alla fine degli anni ottanta uno dei maggiori produttori di personal computer in Europa, con il 13% del mercato continentale e 280000 pezzi venduti nel 1986 Le potenzialità innovative dell’azienda, grazie anche all’esperienza acquisita nella meccanica fine, le permisero di intraprendere, unica società in Europa, il progetto, lo sviluppo e la produzione di hard disk da installare sui propri personal computer. La società era inoltre fornitrice delle telescriventi per la NATO. Contemporaneamente alla produzione di personal computer, su un’altra linea di produzione denominata “Linea 3000” venivano assemblati i minicomputer, macchine più potenti, dotate del microprocessore Motorola 68000.
19 giugno 1990: Olivetti, insieme a Lehman Brothers, Cellular Communications International Inc., Bell Atlantic International e Telia International, diede vita a Omnitel Sistemi Radiocellulari S.p.A. con l’obiettivo di entrare nel mercato europeo della telefonia mobile.
1991-1992: L’azienda entrò in una situazione di forte crisi industriale, generata dall’intensificarsi della competizione globale, dalla caduta dei prezzi e dei margini in tutta l’industria informatica mondiale, dalla debolezza del mercato europeo e, in particolare, di quello italiano. Dovette pertanto dare inizio a una lunga e onerosa ristrutturazione delle attività. Dopo aver fatto ricorso ad essa già nel 1991, il 29 gennaio 1992 la Olivetti avviò la procedura di cassa integrazione straordinaria per 2200 lavoratori in esubero negli stabilimenti di Ivrea, Pozzuoli e Crema.
1996: L’avventura di Carlo De Benedetti in Olivetti come presidente si concluse nel 1996, quando, a causa della grave crisi dell’azienda, egli decise di lasciarne la guida dopo 18 anni. Tuttavia rimase il principale azionista, pur mantenendo il ruolo di presidente onorario.
1996: Olivetti insieme a Bell Atlantic fondò Infostrada S.p.A., operatore di rete fissa. Tuttavia questa operazione non riuscì a risollevare Olivetti dalla sua profonda crisi.
1997: Il gruppo Olivetti vendette a gennaio l’Olivetti Personal Computers (OPC) di Scarmagno alla Piedmont International (in seguito questa parte di azienda Olivetti passò nelle nuove mani della ICS e in un successivo crac finanziario, nell’ultima incarnazione si chiamò Oliit, fallita in ultimo nel 2004). Lo Stabilimento Olivetti di Scarmagno restò per decenni in stato di abbandono. In maggio fu ceduta la Olivetti Synthesis, specializzata nella progettazione e realizzazione di mobili e arredi per ufficio. Il Gruppo stimò una perdita di 264,2 miliardi contro un bilancio in rosso di 350,2 del primo semestre 1996.
1998: Il gruppo Olivetti vendette per far cassa anche la Olivetti Solutions (Olsy) – la società di servizi informatici da 3,4 miliardi di dollari di fatturato con 11.970 dipendenti (al 31 dicembre 1997), un dato che assommava quasi la metà dell’intero numero di lavoratori – alla multinazionale Wang Labs che diventò Wang Global. In questo modo la Olivetti risanò la sua situazione economico-finanziaria e ritrovò la fiducia dei mercati finanziari internazionali. Alla fine di questo risanamento l’Olivetti risultò con un fatturato pari a un equivalente di 3,38 miliardi di euro e 15.402 addetti: se consideriamo gli 11.970 dipendenti ceduti a Wang, Olivetti nel 1997 aveva 26.059 dipendenti. Al termine di questa fase arrivò il cambio della guardia a livello azionario con Carlo De Benedetti che cedette il gruppo Olivetti Ricerca alla Getronics (giugno 1999) e dopo alterne vicende Getronics arrivò nel 2006 all’interno di Eunics, di proprietà di Eutelia S.p.A.
